Maestoso quadro della Madonna di Pompei donato alla Chiesa di San Domenico

Quando sono entrata in questa chiesa, finalmente riaperta al culto, e ho visto il bellissimo altare però spoglio, ho comunicato immediatamente a mio marito che avrei dovuto realizzare qualcosa». L’artista Rosanna Nisi, originaria di Amendolara (per parte della madre, Benigna Napoli) ha mantenuto la promessa. Dapprima ha realizzato, assieme al marito Vito Maggi, un tabernacolo d’argento nel suo laboratorio di Grottaglie (Ta), dove vive Ed oggi, giorno dedicato al ricordo di San Francesco d’Assisi, ha assistito alla posa in opera del suo quadro donato alla Chiesa del Convento di San Domenico e che raffigura la Madonna di Pompei, supplicata da San Domenico e da Santa Caterina da Siena. «Nel momento in cui ho deciso quest’estate di realizzare il quadro, comunicandolo a don Vincenzo Santalucia, mi ero posta come obiettivo di terminarlo per Natale – ci racconta -. Ma sono riuscita a completare l’opera in appena un mese, a settembre, come guidata da una forza superiore che mi ha sospinta dal momento in cui ho iniziato a pensare di dover completare il quadro in tempo per il 7 ottobre, giorno della Supplica alla Madonna di Pompei». E’ così è stato.

La signora Rosanna ha seguito con gli occhi colmi di lacrime di gioia le operazioni di posa del suo quadro (la prima volta che assiste alla sistemazione di una sua opera), guidando con il cuore e la preghiera, assieme al parroco don Vincenzo Santalucia, le mani degli operai che con garbo e pazienza hanno collocato il dipinto (2,10 x 1,58 metri) nell’apposito spazio sull’altare, dove dal 1947 al 1973 (anno dell’ultima messa prima della riapertura del 29 aprile di quest’anno) aveva dimorato una tela simile della Madonna della Pompei, che poi andò misteriosamente perduta. Il quadro offerto da Rosanna Nisi, particolarmente legata al Convento di San Domenico vicino al quale si trova la sua casa natale, sarà benedetto, e non poteva essere altrimenti, domenica 7 ottobre. Alle ore 11,30 è prevista la recita del Santo Rosario. A seguire, la benedizione dell’opera e poi la Supplica alla Madonna di Pompei.

Intanto don Vincenzo Santalucia (nella foto con la signora Nisi) conferma una notizia che circolava già da qualche tempo e cioè che la chiesa di San Domenico, riaperta al culto in quanto la Chiesa Madre è interessata da interventi di restauro, resterà aperta ai fedeli e alle celebrazioni religiose (il parroco assicurerà quanto meno la messa domenicale) anche dopo il completamento dei lavori presso la Parrocchia “Santa Margherita Vergine e Martire”. Una bella notizia che riconsegna la giusta attenzione ad una struttura, la chiesa del Convento di San Domenico (costruito nel 1521), da sempre simbolo di Amendolara e pronto per essere valorizzato sempre di più. Da oggi in chiesa dimora anche la statua del suo santo “titolare” e cioè un’opera lignea che raffigura il predicatore spagnolo Domenico di Guzman, custodita sino a ieri nella cappella del cimitero cittadino.

Vincenzo La Camera

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